Monumenti  e luoghi d'interesse

  Chiesa Madre di Santa Caterina d'Alessandria

La sua costruzione risale al 1632 e la sua facciata in stile romanico presenta un portale in pietra del XVI secolo. Ebbe origine nella parte più antica del paese, il rione denominato "la Ravita", che scende giu' fino in fondo al torrente e risale fino alla piazzetta di S. Sebastiano da una parte e di S.Lucia dall'altra. Molto probabilmente la chiesa doveva essere ubicata nell'attuale piazza Umberto I : davanti al suo portale arrivava l'antica strada consolare, la via Popilia, attraversando due delle porte della città presidiate dalle cappelle di S. Sebastiano e di S. Lucia. Nel Gennaio del 1708 venne ristrutturata a causa di un terremoto. L'ingresso che originariamente si apriva sulla sinistra è stato chiuso con la costruzione di un campanile che ha cambiato l'aspetto della facciata originaria. L'interno si presenta a croce latina con tre navate dove spicca la ruota dentata, la palma e la testa  mozza. Un 'iconografia rara in quanto l'elemento della testa del re decapitata potrebbe rappresentare il trionfo della sapienza cristiana di Caterina, la "pura", sull'ignoranza pagana. Nel grande affresco della volta centrale è raffigurato il Martirio di Santa Caterina. Nel presbiterio si può ammirare l'imponente altare in stile barocco del '700 attribuito alla famosissima scuola dei Palmieri. Di grande pregio sono l'organo del 1893, offerto da Mons. De Filpo, benefattore della parrocchia e il fonte battesimale posto all'ingresso della Chiesa dalla forma esagonale. 


                              Chiesa dell'Assunta

Nella parte alta di Viggianello troneggia l'antica chiesa della madonna Assunta situata nella piccola piazzetta omonima. Fu voluta dai principi di San Severino ed era punto di congiunzione tra il borgo e il castello. Si tratta di un tempio sorto nel lontano XVI secolo, come attesta la scritta su una formella del portone d'ingresso datata 1595. La struttura architettonica è caratteristica di fine cinquecento inizio seicento. Rispetto al piano stradale l'edificio è elevato di circa un metro da una piattaforma in muratura. La pianta ha forma rettangolare, la facciata è a forma di tempio classico e mostra un timpano sorretto da due lesene che hanno una funzione decorativa con rosone e finestrella. Su ogni lato lungo si aprono tre finestre, le due laterali rimaneggiate e quella centrale probabilmente originaria si presenta cieca e strombata all'esterno. Di grande rilievo è il portone che presenta un accurato lavoro in stile romanico, è diviso in formelle e su ognuna si trovano rilievi floreali e geometrici incorniciati. Sulla parete posteriore si eleva una piccola torre campanile a curiosa cuspide. Al suo interno si può ammirare l'affresco dell'Annunziata attribuibile al Ferro e in sagrestia un altro affresco della Crocifissione (sec. XVIII). Vi si ammirano inoltre molte altre statue lignee tra altari decorati: S. Nicola da Tolentino, e Madonna del Rosario del XVIII sec., S. Filomena del XVI sec., S. Rocco del XX sec., e la magnifica "Madonna Assunta"del '600. Fra le tele da notare "S. Rocco" e "L'Annunciazione a Maria". L'altare maggiore è in legno dorato decorato. Sul lato destro si nota l'acquasantiera in pietra locale che poggia su un capitello antichissimo, forse medioevale. Sullo stesso lato sorgono tre altari dedicati alla visitazione dell'Angelo alla Madonna. 

        Chiesa di Santa Maria della Grotta

La troviamo appena sotto il castello, nel cuore del centro storico, una lunga scalinata dà l'accesso ad una piccolissima chiesetta, detta dal popolo "Madonna della Grotta", liturgicamente della"Natività di Maria Vergine". Perché detta "della grotta"? Perché la cappellina ha una conformazione rupestre, una cripta anticamente scavata nella roccia con un edificio antistante per accedervi. Il portale è in pietra bianca del Rinascimento formato da due colonne che sorreggono l'architrave, il portone è in legno ed è costituito da sei file di formelle intarsiate, nelle formelle vi è un'alternanza di croci greche e rombi di grande pregio. All'interno un altare antico in stucco e nicchia lignea, che custodisce una tela della Beata Vergine. La tela della beata vergine con la Natività, purtroppo è scomparsa. Non sappiamo quanto vere siano i racconti orali che vogliono questa cappella ricca di cunicoli che portavano fino alla chiesa madre. La grotta, oggi è murata ma, secondo gli studiosi si potrebbe facilmente ripristinare. Sappiamo, però che la cappellina è accessibile attraverso una galleria che dal castello dei principi di Bisignano, scende fin giù nella grotta, dove, ancora oggi è possibile vedere la teca scavata nel tufo a forma di conchiglia che conteneva la preziosissima Madonnina delle Grazie, una splendida statua lapidea del '400, custodita nella chiesa madre S. Caterina d'Alessandria.

 Chiesa parrocchiale Beata Vergine del Carmelo di Pedali 

Nel 1838 la popolazione fa una richiesta all'intendenza di Finanza della Calabria di un contributo di mille ducati per la costruzione di una nuova chiesa. Il ministero e la real segreteria di Stato Affari ecclesiastici di Napoli rilevano che la chiesetta esistente non può soddisfare le esigenze di culto per una popolazione che conta 2500 abitanti. Così dispone che il fondo per la costruzione della chiesa è in località Piano Lo Sfano ma, il proprietario non è disponibile a cederlo così i coloni propongono un terreno comunale poco distante. Il vescovo dispone che le rendite provenienti dalle decime della mensa di Viggianello degli ultimi tre anni siano impegnate per quest'opera. La chiesa del 1851 è a navata unica con eleganti arcature e nicchie laterali. La facciata ha due portali in pietra di artigianato locale e un campanile che svetta sull'abitato e sulla valle del Mercure. Conserva pregevoli statue lignee policrome della metà del '700: San Francesco da Paola, San Giuseppe, la madonna del monte sacro di Novi Velia, la statua in legno e stoffa della madonna del Carmine e arredi sacri d'epoca. 

Madonna dell'Alto, Chiesa parrocchiale Beata Vergine del Carmelo di Pedali
Madonna dell'Alto è in località Pedali, la più popolosa frazione del comune di Viggianello. Nel 1775 una straordinaria notizia si diffuse a Viggianello per i monti e le valli del Mercure. Una ragazza muta aveva visto la madonna. La vergine le apparve in tutta la sua luce, la guarì dalla sua infermità e le disse: "Io sono la madonna. Non aver paura, corri da tua madre, porta questo messaggio all'arciprete. Voglio una cappella su questa montagna. La signora indicò la cima dell'Alto, desidero una festa e il pellegrinaggio, d'estate voglio stare sul monte e l'inverno voglio stare in paese" (1). Da quella lettera nacque un santuario con il portale a levante in direzione del monte Pollino come narra la leggenda. La statua della Madonna dell'Alto è in legno policromo databile tra il XVIII e il XIX. Rappresenta alla maniera bizantina la Madonna dal bel volto meridionale, che sul braccio sinistro regge il Bambino Gesù e con la mano destra porge il rotolo o lettera della tradizione popolare. Il santuario, a 970 m slm, è costruito con una tecnica di antica architettura popolare, come una fortezza, con possenti pilastri a forma di torre ai quattro angoli e muratura in pietra a vista. All'interno tre navate, un altare di arte popolare in stucco e pietra e un portale datato 1775. L'effige della Madonna sosta sul monte Alto tra il lussureggiante panorama di prati e boschi di faggio e ontano, dall'ultima domenica di maggio alla prima domenica di settembre, allorché "scende" nella chiesa madre di Santa Caterina d'Alessandria, il santuario invernale.
1 Francesco Sirufo, La Donna dell'Alto, ed., Zaccara, Lagonegro, 2000. 

Cappella di Sant'Onofrio (Chiesa Parrocchiale Beata Vergine del Carmelo - Pedali)
Nell'omonima località è una piccola cappella incastonata tra il piccolo centro rurale. Conserva due pregevoli opere artistiche "La Madonna in trono" del '600 un dipinto su tavola e la "Madonna tra Sant'Onofrio e San Domenico" dipinto su tela del '700.

Chiesa parrocchiale S. Francesco da Paola, Località Varco
La chiesa fu fondata per volontà della Diocesi di Cassano allo Ionio a metà dell'800 in località Varco per servire le numerose famiglie che vivevano in alta montagna dedicandosi alla pastorizia, agli estremi confini con la diocesi di Tursi. Eretta a parrocchia un secolo dopo, esattamente negli anni venti, fu diocesi di Cassano fino al 1974. All'inizio fu dedicata alla madonna del Carmine e negli anni venti prese il titolo di San Francesco di Paola, l'unica in tutto il circondario. Da allora seguirono un lento ed inesorabile degrado strutturale e pastorale forse, dovuto allo spopolamento e alla distanza dal centro di Viggianello. Fu interamente ricostruita negli anni '50 in stile montano a pietra a vista. La chiesa è stata restaurata con l'8 per mille della Chiesa cattolica 7 Giugno 2011. All'interno della chiesa, due pregevoli statue lignee policrome, quella della madonna del Carmine e di San Francesco di Paola del '800. Una chiesa di montagna con un manufatto di artigianato locale :la campana del 1860 e un valore paesaggistico da non sottovalutare, nello sviluppo turistico culturale di queste terre. 

San Pasquale, Località Prastio
Nell'871 a Viggianello è attivo il monastero, detto poi di S. Pasquale (1). La comunità monastica era di rito greco, come lo erano le altre istituzioni monastiche basiliane che, nello stesso periodo, sorgevano in tutta la valle del Mercure-Lao. Attualmente resta solo una cappella con statua settecentesca di S. Pasquale Baylon. Visibile a fianco i resti del monastero.
1 T. Pedio, po. cit., pp. 65-66

Cappella della Madonna del Soccorso, Località Zarafa
Nel'evo bizantino era fiorente un altro monastero basiliano dedicato alla Theotòkos soccorritrice, alle falde del Pollino. Nel XVII secolo aveva il titolo di Abbazia. Attualmente se ne conserva ricordo in estesi ruderi e nella piccola cappella, che custodisce un'antica Madonnina Immacolata in cartapesta e un'altra più recente della Madonna del Soccorso. 

Madonna Immacolata, Località Torno
La cappella, di recente costruzione, custodisce una statua lignea dell'Immacolata della Medaglia Miracolosa. 

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